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Vino metodo ancestrale Castelvetro

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Vino metodo ancestrale Castelvetro: la natura nel bicchiere

La Cantina Montanari si distingue per una produzione vitivinicola fortemente legata a tradizione e territorio. Il vino metodo ancestrale Castelvetro rappresenta la volontà dell’azienda di offrire prodotti caratterizzati da franchezza di profumi e sentori non influenzati da modernità e innovazione. Il vino metodo ancestrale, infatti, si rifà alla concezione antica di vini naturalmente frizzanti ottenuti da una rifermentazione in bottiglia. La cantina Montanari produce vino dal 1990. I fratelli Silvano e Mauro hanno indirizzato la loro scelta verso vitigni autoctoni come il Grasparossa.

La scelta è stata azzeccata, in quanto, il vitigno si presta naturalmente alla lavorazione delle uve con metodo ancestrale. Il loro scopo era quello di ottenere vini genuini, autentici e naturali che sapessero mantenere aromi e sentori originari. I loro sforzi sono stati ricompensati dall’ottenimento di prodotti unici con caratteristiche non riscontrabili altrove. Col tempo hanno affinato la loro tecnica fino ad arrivare ad oggi con la presentazione di una collezione di vini prodotti sia bainchi che rossi col metodo ancestrale dalle decise caratteristiche organolettiche.

 

Vino metodo ancestrale Castelvetro: ritorno alle origini

Il vino metodo ancestrale Castelvetro, quindi, si posiziona in una tipologia unica nel genere. I vini prodotti hanno la caratteristica di essere torbidi con forte sentore di crosta di pane. Il metodo, infatti, segue un particolare processo che tende ad evidenziare questo loro carattere in funzione della lavorazione subita. Per capire meglio, è opportuno spiegare il processo subito dalle uve dopo la raccolta manuale in cassetta, che ne tutela l’integrità e i sentori primari. Le uve a bacca bianca subiscono una pressatura soffice per estrarre il vino fiore che verrà allontanato da bucce e raspi e tenuto a temperatura controllata. Questa precauzione permette di mantenere sia il colore che i freschi sentori primitivi. Si lascia poi fermentare ad una temperatura controllata di 16-18°.

Le uve a bacca rossa, allo stesso modo, dopo la raccolta vengono condotte in cantina per la pigiatura. Il mosto ottenuto viene lasciato fermentare a contatto con le bucce per l’estrazione di maggiore quantità di colore, sentori e aromi. Il processo prevede anche continui rimontaggi. L’imbottigliamento è decisivo per il vino metodo ancestrale Castelvetro. Esso, infatti, viene effettuato prima che la fermentazione abbia termine. In questo modo, il vino ha ancora un buon corredo di zuccheri che, in bottiglia, verranno trasformati in alcool e anidride carbonica. I vini prodotti con metodo ancestrale non subiscono la fase della sboccatura ovvero l’eliminazione delle fecce esauste. Per questo riescono a conservare i sentori primari insieme a una spiccata nota fragrante di crosta di pane.

 

Vino metodo ancestrale Castelvetro: riscoperta dell’enologia antica

Prova anche tu ad assaggiare il vino metodo ancestrale Castelvetro. Ti renderai conto di come possa essere interessante sentire l’originalità del vino prodotto come in passato. Avvertirai evidenti note fruttate insieme alla fragrante crosta di pane. Quest’ultima è la nota inconfondibile di questi vini che colpiranno piacevolemente il tuo naso e il tuo palato.